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26/07/2011  Rischio pensioni!

Per dovere verso tutti gli iscritti e non, riporto quanto appresso affinchè tutti i volenterosi prendano coscienza di quanto e che impegno e dedizione il Cav. M.llo Venanzio CONTI dedica alla "CAUSA" di chi ha avuto l'onore e l'onere di indossare - anche per un giorno - gli "ALAMARI".
"OGGETTO: Le pensioni ordinarie e privilegiate non si toccano ! ANZI, NON SI DOVREBBERO NEPPURE METTERE IN DISCUSSIONE".
Vorremmo sapere quanto tempo è stato sprecato durante il XXI raduno Nazionale A.N.C., tenutosi a Torino nei giorni 24 – 25 e 26 giugno 2011 in occasione della ricorrenza del 150° anno dell’unità d’Italia che poteva essere riservato, almeno per un giorno, ad un convegno sulla materia utile a tutti gli associati A.N.C., alle vedove/benemerite nonché ai Carabinieri in servizio che ricevono poche informazioni utili dall’Arma in Servizio sul futuro delle loro pensioni ordinarie, privilegiate e di reversibilità, con l’esclusione di riferimenti ai rapporti amorosi avuti da Camillo Benso Conte di Cavour, per i quali, alcuni acculturati con cinque lauree, premono per monopolizzare la nostra rivista sociale che si identifica in: “”LE FIAMME D’ARGENTO””.
Vorremmo chiedere a tutti i Signori della Presidenza Nazionale A.N.C. con risposte da inserire specificatamente sulla rivista sociale quanti interventi siano stati fatti nell’occasione per dirimere alcune perplessità che provengono da voci sui tagli delle pensioni ordinarie e di quelle privilegiate.
Negli anni “”anta”” i signori D’ALEMA e PRODI suggerirono che per salvare le casse dello Stato bisognava sospendere ed annullare l’erogazione delle pensioni privilegiate agli invalidi per servizio istituzionale, perché la pensione ordinaria percepita era ritenuta sufficiente per ripagare il lavoro subordinato intercorso tra il lavoratore (Carabiniere) e le pubbliche amministrazioni.Oggi, con un diverso orientamento – formalizzato insidiosamente – si vuole raggiungere lo stesso scopo attraverso il mancato riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di alcune infermità che danno titolo alla pensione privilegiata ed all’Equo Indennizzo.
Il Comitato per la Verifica della Dipendenza da Causa di Servizio nelle relazioni di rigetto delle istanze si giustifica nel dire che, ciò è dovuto alla mancata chiarezza – stando agli atti – sulle cause ovvero le concause efficienti e determinanti dell’insorgenza della patologia, dando così colpa all’amministrazione cui dipende o dipendeva il militare perché non si è saputo ben indicare le motivazioni connesse alla causa ed effetto, (art. 64 della legge 1092/1973).
Detti organi di Controllo operano nella ragione perché le relazioni che prima venivano redatte dai Comandanti di Corpo, ora dai Comandanti Intermedi, sono poveri nella qualificazione dei servizi svolti dal militare per i quali si ha l’abitudine di dire: “”ha svolto normale servizio d’Istituto sotto le intemperie di stagione”” (cosa si vuol dire con questo?).
I Signori Comandanti, a tutti i livelli, dovrebbero fare attenzione prima di usare dette incomplete espressioni, perché svolgere servizi di perlustrazione lungo le rive del Po’ è diverso prestarli al tiepido caldo dei termosifoni di un ufficio, rapportato come ad esempio.
Diventa necessario controllare i Fogli Matricolari ed estrapolare le località dove il Carabiniere ha prestato servizio, nonchè controllare i brogliacci dove sono riportate le condizioni metereologiche giornaliere per farne tesoro in una robusta relazione medico-legale che dovrebbe seguire quanto esternato dal militare nelle singole istanze che non dovranno più limitarsi, semplicemente, a chiedere il riconoscimento della dipendenza della causa di servizio della infermità cui sono affetti.
Non c’è miglior medico di quello di sé stesso!
A tutto ciò premesso, si aggiunga che, per coloro che presenteranno le domande (specie i Carabinieri in servizio), i Dipartimenti militari di Medicina Legale, Prime Commissioni Mediche Ospedaliere, esistenti presso gli Ospedali Militari, nel prendere in esame le istanze – si dice che – concluderebbero con la seguente dichiarazione di non accoglimento per l’assegnazione dell’infermità alla categoria della tabella “A”: “”MALATTIA NON CONCLAMATA IN SERVIZIO””, riallacciandosi, pertanto, alla mancata concessione della pensione privilegiata suggerita dagli Onorevoli D’ALEMA e PRODI. Ciò per dire che la patologia non trova possibilità di connessione con il servizio prestato nell’Arma dei Carabinieri o in altro Ente Militare. Verrebbero, viceversa, riconosciute dipendenti da causa di servizio solo quelle patologie traumatiche le cui cause sono documentate con il noto modello “C”.
Ci anticipi Signor Presidente LO SARDO cosa dirà nel suo prossimo editoriale !
Infine sarebbe bene procedere contro il Maresciallo CONTI Venanzio, per stabilire se le sue segnalazioni trovano riscontro nei fatti reali o che sia solo un venditore di fumo, oppure è un soggetto condannato dai Signori Generali a dire la verità e non essere creduto, come fu per CASSANDRA ai tempi del cavallo di Troia.
Distinti saluti.
Pescara, 23 giugno 2011".

 
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